Gli accorgimenti per un parquet sempre bello

Quando si parla di parquet in legno, o si annuncia il desiderio di posarlo nella propria casa, l’obiezione più comune è che questo tipo di pavimento è difficile da mantenere nelle condizioni originali, che con il passare del tempo perde la sua lucentezza, che nel tempo i listoni rimarranno segnati per il passaggio prolungato di scarpe e tacchi e che, in generale, il legno è un materiale troppo delicato per resistere al continuo calpestio. Per non parlare della presunta impossibilità di installarlo in bagno o in cucina, dove subirebbe i danni dovuti ad acqua e umidità! 
In realtà il parquet prefinito, grazie alle nuove tecniche di produzione, alle finiture sempre più resistenti e a qualche semplice accorgimento può ormai essere posato in qualunque ambiente della casa, mantenendo il suo calore e la sua bellezza per molti anni.

La manutenzione del parquet prefinito

manutenzione parquetIn primo luogo, la manutenzione può essere ordinaria o straordinaria: la prima si esegue quotidianamente o a cadenza settimanale, mentre la seconda deve essere effettuata da personale specializzato a distanza di dieci-quindici anni dall’installazione, o comunque quando la superficie della plancia è ormai compromessa da antiestetiche fessurazioni, righe o segni. 
La pulizia di ogni giorno deve essere eseguita passando una scopa a setole morbide per rimuovere sassolini e sabbia che rimangono attaccati alle scarpe o un aspirapolvere con testina specifica per parquet in modo da eliminare gli accumuli di polvere. Una volta a settimana si può passare il parquet prefinito con un panno bagnato in acqua tiepida molto ben strizzato, perché l’umidità tende a gonfiare il legno, mentre per un intervento più efficace si può diluire nell’acqua un detergente specifico. In particolare, per i suoi parquet, Parital consiglia l’impiego di Parbrill, che garantisce una pulizia profonda ma allo stesso tempo delicata del legno.
È inoltre opportuno conoscere le caratteristiche del parquet che si è scelto per la propria casa: il parquet rifinito a cera richiede una manutenzione più attenta, dato che sarebbe bene rimuovere una volta al mese lo strato di cera vecchia con appositi solventi risciacquabili e stenderne uno nuovo usando prodotti specifici facilmente reperibili in commercio.

È invece più facile mantenere la bellezza di un parquet finito a vernice, perché meno sensibile ai danni provocati dall’acqua; scegliere detergenti specifici che restituiscono alla patina di vernice tutta la sua robustezza è il modo migliore per garantire al parquet una pulizia completa nel pieno rispetto delle sue caratteristiche. 
Il parquet che richiede maggiori attenzioni è quello grezzo: la sua superficie non è trattata, ed è quindi più vulnerabile a macchie, righe e umidità, motivo per cui non bisogna mai usare troppa acqua. Può essere invece protetto con resine naturali e con cere che prevengono il formarsi di crepe, senza alterarne l’aspetto naturale.
 In generale, per scegliere se eseguire una pulizia di routine o una più approfondita, bisogna tenere conto della frequenza del calpestio e della destinazione d’uso della stanza in cui il parquet prefinito è posato ma, in ogni caso, vale la regola di mantenere l’ambiente domestico a una temperatura intorno ai venti gradi e con un’umidità relativa del cinquanta per cento. Questo vale soprattutto in inverno, quando i termosifoni sono accesi per la maggior parte della giornata.

Accorgimenti da prendere per il parquet prefinito

parquet manutenzioneA questo scopo, è bene applicare umidificatori o deumidificatori nelle stanze in cui si trova il parquet e arieggiare spesso: infatti, se l’umidità è eccessiva o se, al contrario, l’aria è troppo secca, si possono verificare rispettivamente dilatazioni o spaccature della plancia. Non è poi da sottovalutare l’importanza di collocare uno zerbino sempre pulito all’ingresso per limitare al minimo la possibilità di rigare il pavimento in legno. Altri consigli per rimandare il più possibile l’intervento professionale di un parquettista vanno dalla protezione delle gambe di sedie e tavoli con feltrini, al distribuire il peso dei mobili sull’intera area del pavimento in modo da non sovraccaricare un singolo punto, al ricordare sempre che il legno è un materiale vivo e, come tale, soggetto a cambiamenti nel corso del tempo: ad esempio, si possono verificare stonalizzazioni se una parte di parquet è tenuta costantemente esposta al sole mentre il resto della stanza è in ombra, o notarsi fisiologiche dilatazioni per il naturale spostamento delle plance.
Se sono passati dieci-quindici anni dalla posa del parquet, è probabile che il legno abbia bisogno di essere ravvivato da mani esperte: in generale, la rilamatura è l’intervento più indicato, perché rimuove lo strato usurato del parquet riportando alla luce lo stato grezzo che dovrà poi essere trattato con olio, cera o vernice per mettere in risalto venature e colori e per diventare nuovamente robusta e resistere a un altro decennio di calpestio. Per effettuare questa operazione bisogna tenere conto del tipo di parquet posato: in caso di parquet prefinito, la rilamatura potrà essere effettuata un limitato numero di volte, che incrementa decisamente nel caso di parquet tradizionale.