Il legno: dal bosco a casa tua

Caldo, avvolgente, sempre elegante: quando vediamo un pavimento in legno, che si tratti di parquet prefinito o tradizionale, pensiamo subito al calore di casa.

Non dobbiamo dimenticare che il nostro parquet è costituito da un materiale vivo e nobile, che nel corso dei secoli è stato uno dei materiali più apprezzati per la costruzione di mobili di pregio, dimore aristocratiche e molti altri oggetti che hanno contribuito a rendere più piacevole la nostra vita: il legno. 
Il legno è composto di molti strati; dalla corteccia esterna si passa all’alburno, che racchiude il libro, il cambio, il durame, il midollo. 
Ognuno ha caratteristiche specifiche: la corteccia esterna serve a proteggere gli strati più preziosi del tronco, come l’alburno, di colore chiaro, fondamentale per trasportare dalle radici alle foglie tutti i sali minerali di cui la pianta ha bisogno per vivere. Il libro assolve la stessa funzione, mentre il cambio è la parte responsabile del continuo accrescimento della pianta. La parte più antica del tronco è il durame, molto ricercato sul mercato perché più resistente ai parassiti. Si forma a mano a mano che la pianta invecchia, quando i condotti del fusto producono gomma, resina o lasciano penetrare l’aria, indurendo il tessuto. Il durame racchiude il cuore dell’albero, il midollo, sul quale si possono individuare gli anelli di accrescimento che indicano l’età della pianta.

Il processo che porta un albero a diventare un parquet prefinito

lavorazione legno parquetIl processo che porta dalla risorsa naturale al prodotto finito comincia con l’abbattimento: l’albero viene atterrato usando seghe a motore o macchinari analoghi e la corteccia, così come i rami, viene eliminata. A questo punto si procede con il taglio che, per un risultato di alta qualità, deve essere eseguito in modo perpendicolare, così che le plance abbiano tutte la stessa resistenza e non si imbarchino con il passare del tempo. Un taglio sbagliato, infatti, può determinare una qualità maggiore per alcune assi e minore per altre, così che il parquet sarà più stabile in certi punti e meno in altri. Il taglio di un tronco può essere tangenziale o radiale: il primo permette di utilizzare praticamente tutto il legno e si riconosce dalle venature molto larghe, mentre il secondo comporta un maggiore spreco di materiale ma garantisce anche tavole di migliore qualità, riconoscibili per la fitta venatura, più resistenti alle sollecitazioni e al passare del tempo. I due sistemi vengono scelti tenendo conto del tipo di legno, del rischio di eventuali spaccature, del tipo di effetto che si vorrà ottenere nel materiale finito. 
Durante il taglio possono emergere i nodi, caratteristici segni circolari di colore scuro che interrompono la texture regolare delle venature e indicano il punto dell’albero in cui si trovava un ramo. Di solito considerati un’irregolarità spiacevole dal punto di vista estetico, ultimamente la presenza di nodi nel parquet è stata rivalutata come un elemento quasi decorativo, capace di donare un tocco rustico all’ambiente. Ogni albero ha venature e nodi caratteristici, e gli effetti visivi che producono possono armonizzarsi perfettamente con lo stile di qualsiasi abitazione.
Di solito si sceglie di procedere con il taglio nel periodo autunnale o invernale, quando l’albero è in “letargo”; inoltre, per tutelare il patrimonio naturale boschivo, vengono effettuate attente analisi per scegliere alberi della grandezza e dell’età adatte.

L’operazione successiva al taglio è la stagionatura, fondamentale per lavorare il legno che, appena tagliato, contiene una grande quantità d’acqua. 
La stagionatura che garantisce un migliore risultato in termini di durata e resistenza del parquet è quella naturale: le assi di legno, lasciate all’aria aperta in un luogo protetto dalle intemperie e dal sole diretto, sono poste l’una sull’altra e divise da rialzi per garantire un’agevole circolazione dell’aria, che impedisce la formazione di muffe e priva il legno dell’acqua in eccesso che ne rende impossibile la lavorazione. 
I risultati dipendono molto dal clima del luogo, per cui la stagionatura naturale si può praticare solo in precisi periodi dell’anno, quando le piogge sono scarse e l’umidità contenuta. Il buon risultato dell’operazione dipende quindi da vari fattori, tra cui l’umidità del terreno su cui le tavole sono accatastate e il modo stesso in cui le assi sono organizzate nel deposito.
La stagionatura naturale richiede fino a un anno per raggiungere i risultati desiderati, per cui molto spesso le assi sono lasciate a stagionare negli essicatoi, ambienti in cui la circolazione di aria e umidità sono tenute costantemente sotto controllo. I risultati si ottengono in un tempo notevolmente inferiore, ma è anche più probabile che le assi si rompano per l’improvvisa evaporazione dell’acqua che contengono.

L’ultima fase della lavorazione del parquet prefinito

legno parquetDopo la stagionatura, il legno è pronto per essere rifinito e lavorato e per trovare posto nelle nostre case: che si tratti di mobili, porte o parquet, la bellezza che esso comunica a tutto l’ambiente è preziosa e destinata a irradiare la propria eleganza per molti anni. 

Parital offre ai suoi clienti un parquet prefinito realizzato a regola d’arte; le essenze legnose provengono da fornitori diversificati in tutta Europa e presentano una certificazione di origine protetta. Ogni tavola è controllata singolarmente per garantire un effetto finale omogeneo e un parquet prefinito di prima qualità, in grado di mantenere la sua bellezza per molti anni.